Il Coordinamento Operativo Regionale presenta il bilancio delle attività svolte nel mese di

giugno, sulla base dei dati raccolti dalle circa 150 Compagnie dei Barracelli aderenti.

I risultati confermano la centralità di questa istituzione quale insostituibile pilastro di polizia

rurale per la sicurezza dell’agro e la tutela ambientale della Sardegna.

Con una forza che conta oggi oltre 5.000 agenti operativi, distribuiti capillarmente su ben

170 Compagnie costiere e interne, il Corpo ha garantito senza sosta le attività di polizia

rurale e di antincendio boschivo.

Nate 450 anni fa, le Compagnie dei Barracelli rappresentano la più antica istituzione di

polizia rurale attiva in Europa. Nel corso del mese di giugno, questa funzione originaria si è

tradotta in un’attività incessante di controllo nelle campagne. Gli agenti operano sfruttando

una conoscenza profonda e millimetrica del territorio di competenza; con pattuglie diurne e

notturne, hanno battuto capillarmente le strade vicinali e le aree agricole più isolate.

Questo costante presidio svolge un ruolo deterrente fondamentale per la sicurezza rurale.

Quotidianamente, i Barracelli svolgono tutti quei servizi di prossimità e controllo territoriale

che gli altri organi di polizia, a causa di vincoli d’organico o di priorità operative, non possono

o non vogliono svolgere, confermandosi un punto di riferimento per le comunità locali.

L’efficacia del Corpo non si limita alla sola vigilanza rurale. Ormai da decenni, infatti, le

Compagnie dei Barracelli vengono stabilmente impiegate in compiti di viabilità, ordine

pubblico e, nei piccoli centri, anche nella sicurezza urbana. In virtù di una sinergia

istituzionale consolidata, gli agenti operano regolarmente in operazioni di polizia coordinate

e disposte dagli organi dello Stato, fornendo un supporto grazie alla loro presenza capillare

sul territorio.

Questo ruolo diventa ancora più vitale e insostituibile nei piccoli Comuni dell’interno: nelle

realtà territoriali prive di un comando di Polizia Locale, Corpo Forestale o di una Stazione

dei Carabinieri, le Compagnie dei Barracelli costituiscono l’unico presidio di polizia presente

sul posto.

Per le comunità più isolate, gli agenti in divisa verde rappresentano l’unico punto di

riferimento immediato per la legalità, il pronto intervento e la sicurezza quotidiana dei

cittadini.

Durante l’attività di vigilanza del mese di giugno sono state accertate diverse violazioni

legate al pascolo abusivo, alla corretta conduzione dei fondi e alla regolare tenuta dei confini

di proprietà. Un focus mirato ha riguardato la tutela del patrimonio agricolo, con una

sorveglianza speciale dedicata alle colture e alle sugherete nel loro periodo di massimo

valore economico, prevenendo così i furti di materie prime e gli atti vandalici.Il contrasto agli illeciti ambientali,

unito al monitoraggio costante, ha permesso inoltre di

arginare i fenomeni di degrado legati all’abbandono indiscriminato o al conferimento

difforme dei rifiuti nelle aree extraurbane o periurbane.

Con l’avvio ufficiale della stagione ad alto rischio incendi, l’apparato dei Barracelli ha

proiettato la propria capillarità sul fronte della prevenzione e repressione dei roghi, con

personale spesso formato dal GAUF del Corpo Forestale. Le Compagnie aderenti al

Coordinamento sono operative per l’antincendio già dal 15 maggio, garantendo una

copertura anticipata e continuativa sul territorio ben prima dell’arrivo del picco estivo.

Il Corpo ha collaborato strettamente con le forze di polizia dello Stato, in particolare con

l’Arma dei Carabinieri, con la quale le Compagnie condividono un legame secolare.

Nell’esercizio delle loro funzioni, i Barracelli hanno contestato diverse sanzioni

amministrative per il mancato rispetto delle prescrizioni regionali sugli abbruciamenti di

stoppie, bloccando sul nascere condotte potenzialmente pericolose.

Senza il contributo dei Barracelli, l’intera macchina della campagna antincendio regionale

andrebbe incontro a una crisi totale e immediata. Per rendersi conto dell’entità di questo

supporto, basterebbe ascoltare ogni giorno le comunicazioni radio di inizio servizio con le

Sale Operative Provinciali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. I dati parlano

chiaro: in quelle frequenze, le Compagnie dei Barracelli rappresentano quotidianamente

una quota rilevante e strategica del personale operante sul terreno, garantendo numeri e

una prontezza d’intervento.

Sulla base di quanto previsto dall’Ordinanza Balneare della Regione Autonoma della

Sardegna, anche le attività di vigilanza balneare e di tutela degli ecosistemi costieri hanno

subito una netta accelerazione per difendere i litorali sensibili dal pesante carico antropico

estivo. Il contrasto alla sosta selvaggia nelle aree naturali di maggior pregio impegna ogni

giorno numerose pattuglie nel controllo delle zone costiere, per arginare il transito e il

parcheggio abusivo a ridosso di dune, aree boscate e macchia mediterranea.

L’azione di sorveglianza si è parallelamente estesa alla tutela della flora e delle spiagge,

con servizi specifici mirati a prevenire e scoraggiare il furto di piante protette e sabbia da

parte dei primi flussi turistici stagionali.

Il mese di giugno ha segnato una svolta cruciale anche per il potenziamento degli organici

e per le riforme istituzionali, grazie all’arruolamento di numerosi giovani, sia uomini che

donne, che hanno consolidato e ringiovanito molti Comandi. L’ammodernamento dei mezzi

e delle attrezzature – forte dei finanziamenti degli anni passati pari a 17 milioni di euro – ha

visto l’introduzione di nuovi veicoli, auto e moto, che hanno potenziato i parchi auto locali.

Sotto il profilo legislativo, l’evento più significativo è rappresentato dalla Proposta di Legge

n. 212 del 24 giugno 2026, presentata in Consiglio Regionale per una riforma organica del

settore. Il testo mira a superare la vecchia normativa del 1988, chiarendo definitivamente lo

status giuridico dei Barracelli, stabilendo protocolli operativi moderni e riconoscendo

formalmente, dopo quasi quarant’anni, il loro ruolo strategico e professionale come pilastro

insostituibile di polizia rurale e presidio sussidiario di sicurezza per le aree extraurbane della

Sardegna.